CHI SIAMO

A Crotone il Progetto Comunità senza Confini rende protagonisti i giovani dell'Istituto tecnico M.Ciliberto.
Siffatto progetto è portato avanti in tutta l'Italia del Sud da più Consorzi di Cooperative Sociali operanti in  Calabria Puglia  Sicilia  Sardegna e Campania

I MARZO 2009


PENSIERI IN MOVIMENTO

"Perché una società vada bene,
si muova nel progresso,
nell'esaltazione dei valori della famiglia,
dello spirito,
del bene, dell'amicizia,
perché prosperi senza contrasti
tra i vari consociati,
per avviarsi serena nel cammino verso
un domani migliore,
basta che ognuno faccia il suo dovere."

Giovanni Falcone

COMUNITA' SENZA CONFINI

Il progetto "Comunità senza Confini" rappresenta  una proposta educativa - formativa  offerta ai  giovani  crotonesi  per vivere i territorio da attori protagonisti ed essere accompaganti nel  mondo del lavoro.

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I MARZO - RASSEGNA STAMPA




«Un invito ai laici a impegnarsi » Crotone 01/03/2009


DAL NOSTRO INVIATO A CROTONE

Dicono tutti che se qualcuno può smuovere la città, questo è l'arcivescovo. E lui, Domenico Graziani, arrivato due anni fa da Cassano allo Ionio, non si è tirato indietro. Uomo con grandi doti di ascolto e dialogo, ma capace di denunciare con coraggio i mali, ieri ha organizzato in piazza Duomo la veglia ecumenica per la libertà e la democrazia . E stamane don Mimì, come lo chiamano confidenzialmente gli scout dell'Agesci di cui è stato per anni assistente, sarà alla marcia antimafia .
Cosa rappresenta la marcia per la diocesi?
Penso sia una bella testimonianza , un invito a impegnarsi senza la pretesa di invadere campi altrui. Soprattutto sottolineo una novità per me rilevante, una nuova testimonianza dei laici nell'impegno per la cosa pubblica . È quello che si è detto anche a Napoli nel recente convegno della chiesa del sud, è l'ora del laicato che deve avere più spazio e responsabilità. Quando esercito il mio magistero dal pulpito, mi fanno da corona i laici . Oggi sono ben felice di fare io da corona mentre loro esercitano il loro sacerdozio battesimale per consacrare il territorio e il suo sviluppo.
E per la città, che senso ha la marcia ?
La società crotonese è molto attenta a quanto fa la chiesa . Un noto esponente politico mi diceva che questa città sgomenta deve essere raccolta dal vescovo e dalla comunità cristiana per ritrovare unità.
Quali sono i maggiori problemi?
Rispetto a 30 anni fa , Crotone è irriconoscibile.
Tutto è crollato. C'è la povertà, il degrado, i bacini dove pesca la malavita . A questo va aggiunto il dissesto idrogeologico, che ha eroso le nostre belle spiagge danneggiando il turismo. Inoltre l'aeroporto è chiuso, il porto è bloccato da questioni di potere. L'agricoltura è a pezzi, la scuola funziona alla meno peggio, centri ospedalieri di un certo valore vengono chiusi, ma non solo per ragioni di ristrutturazione, bensì per inefficienza amministrativa e altri giochi poco chiari. Quanto all'immigrazione, il centro di prima accoglienza la rende pesante, la città deve prendersi in carico 1.900 persone assistite che scendono in città senza lavorare. Sul nostro lungomare sono apparse ragazze di colore che si vendono.
C'è ancora speranza ?
In due anni ho ricevuto 5.000 persone in udienza individuale. Solo il 10% mi chiedeva lavoro, gli altri mi presentavano problemi spirituali, ma anche speranze, proposte e progetti imprenditoriali. E mi chiedevano di stare al loro fianco per incoraggiarli. Erano soprattutto giovani. Questo mi ha spinto a costituire una commissione per la promozione dello sviluppo. Questa è Crotone.
Un anno fa , dopo la strage di Pasqua a Papanice e il grave ferimento della figlia del boss Luca Megna , lei disse che avrebbe mandato gli scout in quella frazione ad alta densità mafiosa per prendersi cura dei bambini. Come è finita ?
Qualcuno non voleva fare la processione del 13 giugno dedicata al patrono, Sant'Antonio per rispetto della bambina in coma . Ero contrario perché non volevo darla vinta ai seminatori di odio. La processione si è tenuta con sobrietà. Intanto ho chiesto agli scout di dedicare una giornata per far giocare i bambini. Il prossimo settembre apriremo una sezione dell'Agesci a Papanice.
Lei è ottimista sul futuro delle attività di cooperazione come alternativa alla mafia ?
Sì, ma bisogna migliorare la comunicazione e dialogare con tutti in modo franco e rispettoso con gli uomini di buona volontà. Nella piana di Sibari, dove si incontrano tutte le mafie italiane, quella albanese e quella romena , da anni insieme a persone di provenienza diversa , abbiamo avviato la filiera del riso biologico con successo. Con l'aiuto di Dio ce la faremo anche a Crotone.
Paolo Lambruschi
Il presule, giunto due anni fa da Cassano allo Ionio, non esita a denunciare i mali della società

 

 

 


 

Da Crotone diecimila «no» a tutte le mafie 03/03/2009

 

 

 

DAL NOSTRO INVIATO A CROTONE
PAOLO LAMBRUSCHI
D iecimila in piazza, domenica mattina, a Crotone alla marcia della speranza per dire no a tutte le mafie. I partecipanti in prevalenza erano giovani e calabresi e sono arrivate delegazioni dell'associazionismo e del volontariato da tutta le Penisola.
Un successo inatteso per la città di Pitagora, che restituisce entusiasmo e speranza a tutta la regione ed esprime la voglia di cambiamento del territorio mandando un segnale chiaro alle cosche. Organizzata dai consorzi di cooperative sociali Jobel di Crotone , Goel di Locri e dall'«Alleanza con la Locride e la Calabria contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate», ha visto la partecipazione tra gli altri dell'arcivescovo Domenico Graziani, che ha marciato in testa alla manifestazione. Partenza del corteo alle 11 dallo stadio in corso Giovanni Paolo II e arrivo davanti al palazzo comunale in piazza Resistenza, dove si sono tenuti gli interventi delle autorità cittadine e dei componenti della cabina di regia dell'evento. Per le strade cittadine, al ritmo di «Il cielo è sempre più blu» del cantante crotonese Rino Gaetano, hanno sfilato tante famiglie con le bandiere delle Acli, della Cisl, degli scout dell'Agesci, della Coldiretti, del mondo della cooperazione sociale, delle parrocchie della diocesi, delle scuole di ogni ordine e grado, delle associazioni antiracket «Addiopizzo» e «Ammazzateci tutti», dei centri servizi di volontariato provinciali. In marcia gli esponenti del mondo produttivo, commercianti e artigiani, che fronteggiano quotidianamente il racket. Qualcuno ha manifestato con le catene ai polsi per chiedere liberazione dalla 'ndrangheta, mentre gli alunni dell'istituto comprensivo «Anna Frank» hanno posto davanti al tribunale uno striscione ringraziando magistrati e giudici per il loro lavoro.
Sul palco, il vescovo Graziani ha parlato di «evento storico» e ha ringraziato i giovani, esortando la città a non spegnere il loro sorriso. Santo Vazzano, presidente del consorzio crotonese Jobel, ha ricordato «il lavoro capillare porta a porta fatto in questi mesi per coinvolgere il territorio, che ora deve continuare per sfociare in una grande operazione di creazione di una nuova coscienza comune. La primavera a Crotone è arrivata. Dobbiamo partire dalle scuole e dalla creazione di lavoro pulito».
Il presidente del consorzio Goel, Vincenzo Linarello, ha illustrato i progetti concreti per realizzare gli obiettivi contenuti nel manifesto dell'Alleanza.
«Primo, la creazione di comunità mutualistiche sperimentali, in nome della sussidiarietà. Secondo la creazione di una fondazione di comunità e di osservatori per combattere le infiltrazioni mafiose al nord».
Ha preso la parola anche la vedova Fortugno.
«Sono qua - ha detto Maria Grazia Laganà - per dare un contributo a vincere lo scoramento, il cancro della criminalità può essere sconfitto. Per far ciò bisogna convincere i calabresi della loro forza».
Il sindaco di Crotone Peppino Vallone ha annunciato infine che il comune adotterà un regolamento che preveda agevolazioni fiscali per le imprese che denunceranno le estorsioni.
«Sfonda » la marcia delle coop sociali In testa i giovani e le associazioni Il vescovo Graziani: «Evento storico»


 

 

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